PENTECOSTE A – 2026
L’INIZIO DELLA CHIESA
Quando inizia la Chiesa? Per certi versi, già la Santa Famiglia di Nazareth sembra una piccola Chiesa, con il giovane Gesù al centro. Oppure possiamo pensare che la Chiesa inizia quando Gesù chiama gli Apostoli, o quando riconosce il primato di S. Pietro – qui però Gesù parla al futuro (Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, Mt 16, 18), quindi la Chiesa non c’è ancora… oppure all’Ultima Cena - ma dopo poche ore tutti si disperdono e sotto la Croce ci sarà solo un ragazzo e poche donne. Oppure comincia dopo la Resurrezione? Ma vediamo che si alternano l’entusiasmo e la paura, stanno tutti rinchiusi nel Cenacolo, o tornano dubbiosi in Galilea.
La prima Chiesa = Gli Atti raccontano che, dopo l’Ascensione, apostoli e discepoli erano soliti ritrovarsi al piano superiore (cioè nel Cenacolo), e nel giorno della Pentecoste, essendo riuniti nello stesso luogo, avvenne quello che abbiamo ascoltato nella prima lettura. Pentecoste, 50 giorni dopo la Pasqua, era per gli Ebrei la festa della mietitura e il ricordo del dono della Legge a Mosè sul Sinai. L’episodio che abbiamo ascoltato ne trasforma per noi cristiani il significato.
Il dono dello Spirito = questo è il quadro dell’episodio raccontato: Gerusalemme era affollata di pellegrini, perché la festa di Pentecoste (Shavuot) era una delle feste del pellegrinaggio ebraico (Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo). Gli Apostoli sembrano rintanati, quasi paurosi, quando avviene la discesa dello Spirito Santo che Gesù aveva promesso: è dipinta in tanti quadri, nessuno però riesce a raccontarla come merita – forse andrebbe meglio con un film di effetti speciali… un forte boato che scuote la casa, un vento impetuoso, raggi, fuoco e fiamme. Questo è il vero inizio della Chiesa: una forte esperienza dello Spirito. Non è interiore e tranquilla, ha un aspetto sconvolgente, brucia la vecchia personalità – chi la vive rimane cambiato nell’intimo. È raccontata da molti santi, anche se tutti riceviamo lo Spirito Santo nei Sacramenti, e tutti la possiamo vivere se ci apriamo completamente a Dio.
La Chiesa immersa nello Spirito = scrive un Padre della Chiesa (Atenagora, II sec.): “Senza lo Spirito Santo, Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il vangelo è una lettera morta, la Chiesa una semplice organizzazione, l’autorità un potere, la missione una propaganda, il culto un arcaismo, e l’agire morale un agire da schiavi. Ma nello Spirito Santo il cosmo è nobilitato per la generazione del Regno, il Cristo risorto si fa presente, il vangelo si fa potenza e vita, la Chiesa realizza la comunione trinitaria, l’autorità si trasforma in servizio, la liturgia è memoriale e anticipazione, l’agire umano viene divinizzato”. Gesù nasce da Maria per opera dello Spirito Santo, la Chiesa nasce dallo Spirito Santo e i Sacramenti sono possibili solo attraverso di Lui. Tutta la nostra vita di cristiani è possibile solo se immersa nello Spirito.
L’azione dello Spirito in noi = dice S. Paolo (seconda lettura): Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo. Non si tratta, ovviamente, solo di pronunciare una frase, ma di esserne convinti fino in fondo. La fede vera, che è una virtù, si ottiene solo grazie all’azione dello Spirito in noi. Qui cogliamo ancora una volta la differenza tra opinione e fede: l’opinione non è dettata dallo Spirito Santo, ma dalle nostre argomentazioni mentali. La fede invece ci penetra per intero e ci trasforma, ci rende capaci di cose che altrimenti non sapremmo fare, ci converte in persone nuove – e quindi può essere solo opera dello Spirito Santo, se lo sappiamo accogliere. Dice ancora S. Paolo (seconda lettura): A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune. A ciascuno, cioè a tutti! Tutti abbiamo ricevuto una “manifestazione particolare”, qualcosa di unico e solo nostro… deve essere un nostro impegno fondamentale scoprire in noi questo dono speciale e imparare a usarlo per il bene comune.