Chiesa di S. Michele Arcangelo – Novello

Nel 1325 nel registro delle chiese che pagavano il cattedratico al vescovo di Alba è attestata la pieve di Novello, da cui dipendevano le chiese di Monforte, Barolo e Perno. È la prima menzione nei documenti. Ci sono altre menzioni nei secoli successivi, dove nell’elenco delle 16 pievi della Diocesi di Alba figura la pieve di Novello. A metà del secolo XVIII si decide la costruzione della nuova chiesa parrocchiale.
Nel 1761 iniziano i lavori di costruzione della nuova parrocchiale su progetto dell'architetto Giuseppe Nicolao Vercellone. L'esecuzione dei lavori viene supervisionata da personaggi di spicco della comunità locale. Al termine, la chiesa avrebbe assunto un impianto ad aula, sormontata da una doppia cupola.
La chiesa sorge a ridosso di quella che era una delle torri porta dell'abitato medievale. La facciata è realizzata interamente in mattoni a vista, con l'eccezione dell'area in cui si apre il portale, intonacata e si articola su due ordini sovrapposti, tripartiti da lesene ioniche sorreggenti trabeazioni e culminanti in un timpano (limitato al solo intercolumnio centrale) sormontato da una croce. Lateralmente, sia al primo sia al secondo livello, sono ricavate coppie di nicchie, mentre al centro si apre il portale, sormontato da un'epigrafe e, nel secondo ordine, da una finestra con timpano centinato. Fanno parte del prospetto, nel primo ordine, anche i volumi esterni delle cappelle laterali, leggermente rientranti. La pianta è a croce greca ed è costituita da un'aula longitudinale su cui si innestano due ampie cappelle laterali e il presbiterio, concluso da un'abside. I volumi sono molto sviluppati in altezza e contribuiscono ad alleggerire ulteriormente le raffinate decorazioni.
Alcune cose notevoli all’interno della chiesa, con relative date di esecuzione.
1785: si termina la costruzione dell'altare maggiore, realizzato in marmi policromi e impreziosito da una pala raffigurante S. Michele Arcangelo.
1838: realizzazione dell'altare dedicato a S. Luigi Gonzaga, con stucchi e quattro colonne con capitelli dorati. La macchina è impreziosita da una scultura lignea del santo.
1856: realizzazione dell'altare del Cristo, con apparato decorativo plastico raffigurante Cristo deposto dalla Croce e crocifisso ligneo opera dello scultore Tamone.
1871: viene realizzato un baldacchino sovrastante l'altare maggiore. Il disegno è di Isidoro Giussani.
1875 – 1885: Realizzazione di un ciclo di affreschi per opera di Amedeo Augero, aiutato dai pittori Visetti, Bezza, Rossi, Bettinelli e Grippa. I soggetti sono l'Arcangelo Michele che caccia Lucifero nell'inferno, I quattro evangelisti, le allegorie della Fede, della Speranza, della Carità e della Religione. Notevoli anche i due grandi affreschi ai lati del presbiterio, raffiguranti Gesù che parla in mezzo ai dottori del Tempio e la peccatrice che lava i piedi a Gesù. Allo stesso tempo si provvede ad arricchire la decorazione di alcuni altari e a collocare un nuovo organo, opera degli artigiani Vittorio e Francesco Vittino di Centallo.