Chiesa di S. Ponzio – Vergne (Barolo)
La prima attestazione di una cappella dedicata a S. Ponzio nel territorio di Barolo è del 1340. Nel 1773 l'edificio sacro è sommariamente descritto in occasione della visita pastorale del vescovo Vagnone. Nel 1883 il Consiglio Comunale delibera la costruzione della nuova chiesa di San Ponzio in Vergne, in sostituzione di quella preesistente, ormai in rovina. Nel 1926 la chiesa viene eretta in parrocchia. Nel 1952 si realizzano ulteriori interventi di ampliamento e ricostruzione che modificano del tutto l'assetto della chiesa, realizzati su progetto dell'arch. Giovanni Oreste Dellapiana. Le decorazioni e le figurazioni iconografiche si devono ad Adolfo Cagnasso di Alba.
Il progetto dell'arch. Dellapiana previde una struttura realizzata quasi interamente in mattoni a vista e caratterizzata dalle forme geometriche nette, di gusto razionalista. Il ricorso a forme curve è limitato al rosone in facciata e alle due piccole aperture soprastanti, alle regolari aperture sulle pareti perimetrali del presbiterio e dei vani che fiancheggiano l'altare maggiore e sulla cella campanaria, intonacata, del campanile. L'accesso alla chiesa avviene attraverso un portico che completa un volume di base su cui si innesta l'elevato della navata centrale e dell'abside e, più all'esterno, sul lato sinistro, il campanile monolitico a sezione quadrangolare, dotato di orologio. L'interno è strutturato in tre navate: le due minori sono scandite da pilastri a sezione quadrangolare e sono coperte da solai in laterocemento. La navata centrale è suddivisa in cinque campate e si conclude in un presbiterio che termina con un'abside affrescata. La prima e la quarta campata sono coperte da soffitto piano, mentre le tre centrali presentano volte a botte appoggiate sulle travi trasversali che ritmano la navata stessa. La copertura del presbiterio e dell'abside è, infine, piana, con una leggera cornice in sommità. Al termine delle navate minori sono collocati due altari, mentre i due ambienti che le anticipano, collegati, al portico esterno, sono oggi adibiti a ripostigli. La balaustra che definisce il presbiterio riprende le forme squadrate del complesso, come anche l'altare maggiore e i due altari minori, tutti in marmo. Razionalità e austerità caratterizzano anche le poche decorazioni interne, con l'eccezione della pala affrescata sull'abside, dove si nota il ricorso a forme sinuose e delicate per i soggetti e il paesaggio, raffigurato a colori vivaci. Dalla cappella laterale sinistra si accede infine ai numerosi e ampi vani che compongono la casa parrocchiale e gli ambienti adibiti a uso pastorale.









