Chiesa di S. Donato – Barolo

Le prime notizie risalgono al 1429. Nel 1503 inizia la riedificazione. La chiesa è attestata come Parrocchiale nel 1574 e nel 1577 risulta compresa nella giurisdizione della pieve di S. Martino di La Morra. Tra il XVIII e il XIX secolo si provvede alla decorazione degli interni. Nel1833 il marchese Tancredi Falletti provvede all’ampliamento della chiesa. Nel 1901 vengono effettuati interventi di restauro del tetto, dei cornicioni, della facciata e ritinteggiatura in seguito ai danni provocati dal terremoto del 1886. Alle decorazioni lavora Lorenzo Savio, pittore di La Morra. Nel 1953 viene rifatta la pavimentazione. Nel 2005 è stato restaurato l’organo a canne.
La chiesa è articolata in tre navate dopo la ricostruzione di inizio sec. XVI e conseguentemente agli interventi di ricostruzione e ampliamento databili fino alla prima metà del sec. XIX. La navata centrale presenta volte a botte unghiate finemente decorate, tranne in corrispondenza dell'altare maggiore, dove si erge una cupola ottagonale. Le navate minori presentano, invece, in sequenza a partire dall'ingresso, una volta a vela decorata, una cupola ottagonale, una volta a crociera decorata e un'altra cupola ottagonale, al di sotto delle quali sono collocati gli altari laterali. La facciata è intonacata e completata da un portico sorretto da due pilastri quadrangolari. Al di sotto del timpano centinato, sormontato da una croce, sono poste in rilievo due coppie di lesene e un affresco centrale. Le coperture sono in coppi e il campanile, a sinistra della cupola centrale e recentemente dotato di orologio, è realizzato in mattoni a vista. Nella tomba davanti l’altare maggiore hanno sepoltura i Falletti, signori di Barolo.