Omelia del 21 giugno 2026

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 XII DOMENICA T. O. A – 2026
NON ABBIATE PAURA

Al centro delle letture di oggi c’è il sentimento della paura. La paura ha una dimensione positiva e una negativa. È legata all’istinto di sopravvivenza: noi vogliamo vivere, siamo un dono di Dio e dobbiamo avere cura di noi stessi; in questo la paura serve da campanello di allarme. L’eroe senza paura della letteratura o dei fumetti è di solito semplicemente un incosciente. Non possiamo però nemmeno vivere determinati in tutto e soltanto dalle nostre paure. Per questo motivo oggi Gesù ripete per tre volte “non abbiate paura” e ci guida nel vincere la paura.
L’ansia = è diventata la malattia del secolo ed è una delle prime cause nell’aumento degli infarti. Viviamo nell’ansia… che ci impedisce di vivere! L’ansia è la paura irrazionale di un oggetto sconosciuto: è un temere tutto e tutti e attendersi continuamente il peggio – se un pericolo non c’è, l’ansia lo inventa, e se c’è, lo ingigantisce. La persona ansiosa soffre due volte: nella previsione dei mali che verranno e poi se si verificano (… e molte volte si verificano proprio perché tanto temuti). Mentre la paura è limitata a qualcosa di concreto, l’ansia è come una nube nera e indistinta che avvolge tutta l’esistenza, e finisce per inquinare la vita.
La fede = per tutte le paure il Vangelo indica una sola cura: la fiducia in Dio. Dobbiamo credere nella Provvidenza divina e nell’amore del Padre celeste. Dio non ci garantisce le ricchezze e le comodità, ma il suo sostegno e il suo aiuto. Dietro tutte le paure c’è quella principale: la paura di essere abbandonati, traditi, di rimanere soli. Ma di quali paure ci parla Gesù?
Non abbiate paura degli uomini…= in questa frase Gesù concentra le nostre principali paure. Un famoso scrittore ateo (Sartre) diceva: l’inferno sono gli altri. Per molti purtroppo è così. Abbiamo paura di tutto ciò che gli uomini possono fare: possono tradirci, derubarci, maltrattarci, ucciderci. Possono ingannarci, calunniarci, ferirci in mille modi. Possiamo mettere al centro della nostra vita questa paura e vivere annientati da essa. Ma questa paura è forte a causa di quanto temiamo di perdere: temiamo di perdere soldi, affetti, potere, sicurezza e così via.
…poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto = la cura che indica Gesù è la verità. La verità si concentra nel Vangelo che dobbiamo annunciare (quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze). Il Vangelo apre ferite e feritoie. Molti sono contro Cristo solo per paura della verità: una parte di loro sa benissimo quanto è vera la Parola di Gesù, ma diventa insopportabile per la luce che vuole portare. La luce del Vangelo agisce in noi e negli altri. Se la lasciamo penetrare in noi, ci rendiamo conto di quanto sono modeste (o a volte addirittura meschine) le nostre paure: quanto sembrava gigantesco si rimpicciolisce davanti alla prospettiva della vita eterna e della felicità. Negli altri può provocare la conversione (come speriamo), oppure li può spingere all’infelicità: chi decide di vivere nell’infelicità della paura, molte volte si annienta da solo.
…non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima = Gesù sta parlando agli apostoli e a quelli che andranno in missione ad annunciare il Vangelo. Sa che saranno maltrattati, picchiati e forse anche uccisi: è il martirio subito ancora da tanti cristiani oggi. Pochi giorni dopo l’ascensione di Gesù c’è già il primo martire, S. Stefano. Viene ucciso per lapidazione e morendo chiede a Dio di perdonare i suoi assassini. È una storia che si è ripetuta tante volte nei millenni e si ripete ancora oggi. Un caso tra i tanti: il 6 giugno 2000 tre ragazze assassinano suor Maria Laura Mainetti durante un rito satanico. La suora morendo chiese a Dio di perdonare le sue assassine (risulta dalla testimonianza delle ragazze). Per quanto male possano fare gli uomini, possono uccidere solo il corpo. È comprensibile avere paura per il male fisico che ci può essere fatto, ma noi cristiani non pensiamo di essere fatti di solo corpo. Regredire alla semplice paura di perdere il corpo, significa ritornare allo stato animale.
… abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo = dopo tanti inviti a non aver paura, ecco un invito di Gesù ad aver paura. Dobbiamo aver paura di Satana. Se noi consentiamo al male di impossessarsi di noi, perderemo l’anima e il corpo. Il corpo lo perdiamo comunque, perché tutti moriremo. Nel momento in cui Dio sparisce dal nostro orizzonte mentale, abbiamo solo più due idoli che ci dominano. Il primo è questo mondo, con le sue ambizioni (potere, successo, denaro ecc.); il secondo è la morte, perché arriva il momento in cui la paura della morte ci spinge alla disperazione. La paura della morte fa disprezzare la vita. Dobbiamo aver paura, invece, di perdere il senso della nostra vita, dobbiamo aver paura di perdere l’anima, che è la vita vera. E la nostra vita è lo Spirito Santo, è la vita dei figli di Dio, che fa amare i fratelli, questa è la vita da non perdere comunque. E questa nessuno te la può togliere, neanche chi ti toglie la vita fisica. Addirittura, chi ti toglie la vita fisica, se tu dai la vita per amore, ti fa realizzare pienamente questa vita, testimoniando l’amore.