XI DOMENICA T. O. A – 2026
LE PECORE PERDUTE
Tra la prima lettura e la fine del Vangelo di oggi, sembra esserci qualche contraddizione, o almeno il senso di qualcosa che è andato storto…
Un regno di sacerdoti (prima lettura) = più volte nell’Antico Testamento si dice che il popolo d’Israele è il popolo eletto, ma bisogna capire cosa significa: Israele è scelto da Dio perché è la più piccola delle nazioni (Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli - siete infatti il più piccolo di tutti i popoli -, ma perché il Signore vi ama, Dt 7 – 8). Nel linguaggio biblico questo significa che Israele è insignificante e privo di potere: quello che può fare, lo può fare solo se accoglie l’amore di Dio e si lascia guidare da lui. Per il popolo d’Israele, quindi, è fondamentale avere l’umiltà di riconoscere la presenza di Dio come unica forza e guida: solo così può essere il popolo di Dio.
La superbia = purtroppo in questa chiamata alla santità si è infilata sovente la superbia. Il popolo d’Israele si è considerato eletto non perché insignificante e amato, ma perché migliore degli altri! Questa visione che di fatto è un peccato gravissimo (come sempre è la superbia) si è trascinato nei millenni, e purtroppo macchia ancora oggi alcune parti del popolo ebraico. Non solo: questa malattia dell’anima si è propagata anche nei cristiani. Quanti cristiani ancora oggi pensano che essere cristiano significa essere meglio degli altri, più bello agli occhi di Dio e capace di giudicare tutto e tutti!
Rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele (Vangelo) = Quando Gesù parla delle pecore perdute, pensa soprattutto a questo. È perduto chi si sente superiore, chi pensa di non avere bisogno di niente, ma anzi, poter giudicare gli altri. Fin dall’inizio la Chiesa ha considerato questo monito di Gesù come rivolto a quei cristiani che non pensano di doversi convertire, ma di essere già a posto così. Una pecora è perduta quando dimentica di essere una pecora, cioè di aver bisogno di un gregge e di un pastore che la guida.
Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (seconda lettura) = S. Paolo aggiunge una considerazione importante: Cristo è morto per noi “mentre eravamo ancora peccatori”. Dio ci mostra il suo amore non perché lo meritiamo, ma proprio perché non lo meritiamo! L’amore di Dio è totalmente gratuito, ed è ancora più grande (se possibile) proprio perché si rivolge a noi che siamo nel peccato… a noi che intrecciamo la nostra vita di egoismo, di indifferenza e purtroppo a volte ci macchiamo di orgoglio.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date (Vangelo) = Poiché l’amore di Dio è totalmente gratuito, come possiamo ripagarlo? Gesù ci dice: donando ad altri amore. L’amore non può che essere frutto dell’umiltà: chi riconosce di essere oggetto dell’amore incondizionato di Dio senza averne alcun merito, sarà più propenso ad amare. Chi sa di essere amato, ama volentieri. Invece, chi pensa di meritare le cose che ha – o peggio, chi pensa di averle guadagnate e di considerarle un proprio diritto – non è propenso a donare. Anzi: a volte ci sono dei doni che, stranamente, sono un peccato. Avviene quando chi dona lo fa col desiderio di essere ammirato o di legare a sé il prossimo.
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! (Vangelo) = Quante volte sentiamo questa frase… eppure continua a scivolarci addosso. Come posso dare gratuitamente? Come posso rispondere all’appello di Gesù? Gesù lo dice chiaramente: diventando missionari del Vangelo. Noi cristiani, tutti indistintamente, non solo i preti o i missionari, siamo chiamati ad essere alleati di Dio, suoi operai impegnati ad aiutare il Signore perché tutti gli uomini giungano alla salvezza. Se riconosci di essere stato salvato per grazia di Dio, sei impegnato a diffondere la tua esperienza di fede, a portare speranza, a comunicare agli altri la tua esperienza di amore. Se non lo fai, l’amore che hai ricevuto, ben presto si spegnerà in te, e tornerai nel buio…