omelia dell’11 ottobre 2026

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 XVIII DOMENICA T. O. A – 2026
UNA FESTA INCLUSIVA

Un banchetto di grasse vivande (prima lettura) = Un’immagine importante nella Bibbia è quella del banchetto, segno di comunione, di dialogo e di intimità. Con il profeta Isaia quest’immagine si amplia fino a diventare il racconto del regno futuro. Non ci sarà più divisione tra i popoli, e Israele non potrà più considerarsi privilegiato e separato dalle altre genti. Il Signore stesso preparerà un banchetto - un banchetto che diventa segno della vita eterna. Tutti i popoli si riuniranno sul monte Sion, tutte le lacrime saranno asciugate e la morte sarà eliminata per sempre. Questo brano anticipa quello che sarà detto nell’Apocalisse di Giovanni, quando ci sarà la vittoria definitiva di Dio e del bene, e ci aiuta a comprendere come questo annuncio di vita eterna in realtà attraversa tutta la Bibbia e supera le difficoltà e i mali prodotti dalla storia umana.
Una festa di nozze (Vangelo) = Gesù riprende il tema del banchetto con questa grande parabola che riassume in breve la storia della salvezza. La parabola è composta di tre momenti, e il terzo momento è quasi una parabola a sé. Nel primo momento un re (Dio) prepara un banchetto per le nozze del figlio, manda a chiamare gli invitati che però rifiutano di venire. Il rifiuto è il concetto più importante di questa prima parte. È paradossale: il Messia tanto atteso, quando arriva viene rifiutato. Questo vale anche per gli uomini del nostro tempo: arriva la Salvezza (Gesù) ma tanti hanno cose urgenti da fare (il campo, gli affari). Il rifiuto può addirittura diventare violento, come quegli invitati che nella parabola uccidono i servi. A volte viene il sospetto che tante critiche alla Chiesa e al Vangelo che essa annuncia, nascondano in realtà l’intenzione di non voler scegliere una strada impegnativa.
Andate ora ai crocicchi delle strade = (secondo momento) il rifiuto del primo gruppo di persone non spegne il progetto – anzi, il re estende l’invito ad ogni categoria di uomini. Il rifiuto provoca una nuova accoglienza: tutti sono chiamati. Nella parabola quest’estensione è successiva, ed esprime l’invito rivolto ai pagani dopo il rifiuto degli ebrei, tuttavia nella storia umana quest’estensione è contemporanea: c’è sempre chi accoglie e chi rifiuta. C’è chi rifiuta l’impegno verso Dio perché troppo preso dalle cose del mondo, ma c’è anche chi – dopo esperienze e delusioni – accoglie la seconda possibilità che Dio offre.
Un uomo che non indossava l’abito nuziale = la terza scena si distacca chiaramente dalle prime due e necessita di una spiegazione. Nei matrimoni importanti di quel tempo, a chi entrava nella sala del banchetto veniva offerto un abito nuziale da indossare, di solito bianco. Non indossarlo era un’offesa gravissima verso il padrone di casa. L’abito rendeva tutti uguali: il povero non doveva vergognarsi per il suo vestito inadeguato, e il ricco doveva ricoprire il suo vestito sontuoso. La persona che nella parabola non ha indossato l’abito nuziale, in realtà ha opposto un rifiuto: vuole stare alla festa, ma alle sue condizioni. Questa persona ci ricorda quelli che vogliono stare nella Chiesa, ma alle loro condizioni. Quindi l’esclusione dal banchetto del re (che Gesù illustra con l’ordine del re ai servi) è in realtà una auto-esclusione.
Chiamati ed eletti = Dio chiama tutti, come abbiamo visto in questa parabola. Pochi però rispondono positivamente alla chiamata: gli eletti sono quelli che dicono di sì a Dio.
E noi? = l’ultima frase sui chiamati e gli eletti ci pone tutti all’interno della parabola. L’abito nuziale rimanda alla veste bianca che indossano i battezzati: S. Paolo dice che dobbiamo rivestirci di Cristo, e nel rito del battesimo viene chiesto che quella veste sia mantenuta senza macchia. Per noi battezzati ogni giorno è una sfida e un impegno perché quella veste rimanga immacolata: ogni volta che ci macchiamo di egoismo, indifferenza, avidità, crudeltà, quella veste che è sulla nostra anima si sporca. Ogni volta che ci convertiamo al bene, ritorniamo verso Dio e compiamo le opere che Lui ci chiede, abbiamo occasione di rendere di nuovo bianca la nostra veste.