V DOMENICA T. O. A – 2026
GUSTATE E VEDETE
La scienza moderna da tempo si è data come scopo di spiegare la realtà secondo un solo aspetto. Così si è scoperto che la luce non è un’onda né una particella, ma a seconda dei casi si comporta come una delle due. Nello stesso modo è stato scoperto come funzionano i recettori del gusto nelle cellule della lingua. Quello però che la scienza non potrà mai spiegare è l’esperienza della luce e del gusto.
L’esperienza dello Spirito = anche se noi sappiamo che i colori sono solo la variazione delle frequenze elettromagnetiche, l’esperienza del colore non si riduce a quello – come l’esperienza del gusto non cambia se conosciamo le reazioni fisiochimiche delle nostre cellule. Noi non possiamo esprimere perfettamente l’esperienza della luce e del gusto, ma proprio queste esperienze ci aiutano a comprendere la realtà dello Spirito: addirittura ci permettono di capire come lo Spirito non è qualcosa di astratto e indefinito, ma una dimensione concreta della nostra vita. Tutti facciamo o abbiamo fatto esperienza dello Spirito: si tratta solo di saperla identificare e chiamarla col nome giusto.
Gesù è luce e sale = Gesù è la vera luce del mondo. La luce permette di orientarsi, di sapere dove siamo, cosa ci sta davanti. Di vedere il nostro cammino. Gesù col suo Vangelo rivela il senso della vita e come viverla pienamente: ogni sua parola è un fascio di luce. Ma Gesù è anche il sale della terra. Senza di lui il mondo è insipido, non ha il sapore dell’eternità. Diceva S. Bernardo: “Qualsiasi cosa io ascolto o leggo, tutto non ha sapore per me se non vi trovo il nome di Gesù”.
Voi siete… = Le parole di Gesù ci aiutano a fare il salto dall’esperienza di lui alla trasmissione agli altri di quest’esperienza. Noi saremo luce nella misura in cui riflettiamo sugli altri la luce di Cristo, così come la luna riflette la luce del sole. E saremo sale nella misura in cui diffondiamo intorno a noi il buon odore di Cristo. In questo modo noi permettiamo a Gesù di essere luce e sale per gli altri attraverso di noi.
Come? = noi possiamo essere luce e sale per gli altri solo se viviamo con intensità la nostra esperienza cristiana, comunicando la gioia, la capacità di amare, tutto quanto di bello e buono ci trasmette la presenza di Gesù nella nostra vita – permettendo in questo modo a quanti non hanno ancora scoperto Gesù di accorgersi come solo lui può dare un senso all’esistenza e la forza di riprendersi ad ogni istante. Ci sono a questo proposito degli atteggiamenti più eloquenti delle parole: l’amabilità, la misericordia, la generosità. Gesù parla di cose concrete: Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone… Le “opere buone” parlano meglio delle parole.
Per chi? = Per chi dobbiamo essere luce e sale? Gesù dice: per il mondo, per la terra. Qui però dobbiamo fuggire da un’illusione, e cioè che il mondo e la terra siano una dimensione talmente vasta da risultare vaga, confusa e indeterminata. Il mondo è innanzi tutto quello che ci circonda, il nostro piccolo mondo quotidiano: la famiglia, le amicizie, il mondo di lavoro. Dimenticarlo significa ingannare noi stessi. Gesù è molto chiaro: non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. “Nella casa” – quest’affermazione va presa molto sul serio. Quante case oggi sono poco illuminate dalla luce di Cristo! Rapporti di famiglia dominati da indifferenza, quando non prepotenza e arroganza… tra moglie e marito, genitori e figli, giovani e anziani.
È un compito non facile = bisogna fare spazio a Gesù dentro di noi e svuotarci di noi stessi, del nostro ego. Proprio per questo Gesù prevede la possibilità di un esito negativo: la luce che si spegne (perché sotto il moggio dopo un poco gli manca l’aria), il sale che perde sapore…
L’Eucaristia = è un momento privilegiato, perché ogni settimana in noi deve riaccedere la luce del battesimo, il sapore del Vangelo. Questo ci dà forza e consolazione per noi e per gli altri.