XXII DOMENICA T. O. A – 2026
UN UOMO SENZ’ANIMA
Nel Vangelo di oggi Gesù pronuncia una frase importante: Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? Il Vangelo è scritto in greco, e la frase può anche essere tradotta così: quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma danneggerà la propria anima? Di fatto, “anima” e “vita” sono due modi di chiamare la stessa cosa – “anima” (soffio vitale) specifica solo meglio.
Esiste l’anima? = Se parlate con degli adolescenti oggi, molti non hanno mai sentito la parola “anima”, e non sapendo cos’è, nemmeno pensano di averla. Lo stesso vale per tanti giovani e adulti: tutto ciò è frutto della mentalità materialistica che influenza il nostro mondo e influenza anche il nostro sistema educativo. Si tratta di una specie di “prodigio del male”: pensiamo di essere costituiti solo da materia, che per definizione è morta e senza vita, e però stranamente vediamo, sentiamo, proviamo sentimenti ed emozioni. Il mondo crede che siamo in una strana situazione, una parentesi che va dalla morte alla morte, dove succede qualcosa che non è spiegabile se non con qualche strana e contorta forma di pensiero, come è quello materialistico.
Senza l’anima = è chiaro che se pensi di non avere un’anima, quella frase di Gesù non ti dice nulla: come fai a perdere o danneggiare qualche cosa che non esiste e che non hai? Vale allora la prima parte della frase: in questa strana parentesi che va dalla morte alla morte, devi approfittare di tutto più che puoi – guadagnare il mondo, cioè avere denaro, piacere, anche nelle forme del potere e del successo (il piacere di dominare gli altri). Ma non è detto che quello che tu pensi sia vero: e se l’anima esiste?
Con l’anima = In tal caso, allora la frase di Gesù comincia ad avere un senso – non solo, ma va anche incontro al desiderio profondo dell’uomo. Dice S. Agostino: “A che serve vivere bene, se non ci è concesso di vivere sempre?” Il desiderio profondo di vita che c’è in tutti noi, non è causale: noi desideriamo vivere sempre, perché è nella vita stessa questo desiderio. La natura della vita è di vivere, e vivere sempre. Questa è la voce dell’anima, è la voce di Dio dentro di noi. Dall’altro lato c’è l’inganno demoniaco per cui dovresti essere contento di finire nel nulla, magari immaginato come un sonno senza sogni. Falso, perché il sonno è parte della vita, e il sonno senza sogni è quando la tua coscienza si sprofonda nel tuo intimo, incontrando Dio. Non per niente, se ti privi di quel sonno, ti ammali.
La vita e la croce = Dio è vita (io sono la via, la verità e la vita), e Gesù ti insegna cos’è la vita vera. Non è scappare, rifugiarsi nell’egoismo e fuggire dal dolore, ma cercare Dio anche in quel dolore, perché se il Signore non è presente nel dolore, allora non è presente neanche nel piacere e da nessun’altra parte. Evitare la croce, il dolore è “pensare secondo gli uomini” come fa Pietro in questa pagina di Vangelo: una vita in fuga che crea un’umanità di alienati, incapaci di misurarsi con gli spigoli del male, che diventano padri latitanti, madri ansiose, persone egocentriche e superficiali. Niente dolore, niente amore, solo comodità.
Oltre questa vita = Noi tuttavia abbiamo bisogno di qualcosa di più grande di questa vita e che ci consenta di andare oltre noi stessi. Abbiamo bisogno di rinnegare noi stessi e il nostro egoismo, perché è tutta la vita che cerchiamo qualcuno che ci ami veramente, senza calcolo – e questo qualcuno è Gesù. Se abbiamo sperimentato di essere amati così, da qualcuno che è morto per noi, allora sappiamo cosa sia la libertà, cosa sia la vera vita.
Il dono di Dio = Abbiamo bisogno di riscoprire che questa vita, che è non un caso ma un dono immenso di Dio, ci è consegnata proprio attraverso la croce. Ma se la croce è vissuta solo per sé stessa, è soltanto distruzione e sofferenza. Quando invece è accolta come occasione di abbandono e di fiducia, allora diviene il parto di una nuova creatura, l’inizio della seconda vita, una vita libera dal proprio ego ed esperta della potenza di Dio.