omelia del 15 agosto 2026

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 ASSUNZIONE A – 2026
D’ORA IN POI

Maria è assunta in cielo in anima e corpo e in lei si fa presente il destino di ognuno di noi, visto che siamo tutti chiamati alla resurrezione della carne, come professiamo nel Credo. Siamo fatti per l’eternità, corpo incluso. Ma dove comincia quest’eternità? La pagina della Visitazione che abbiamo appena ascoltato nel Vangelo ci aiuta per qualche riflessione.
Beata = la prima beatitudine dei Vangeli appare qua e riguarda Maria, detta da lei e da un’altra donna come lei colmata di Spirito Santo. Elisabetta, infatti, dice: E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto. Maria nel Magnificat le risponde: D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Non solo tu, Elisabetta, ma ogni generazione (una profezia che finora si è avverata).
Una nuova era = Quel “D’ora in poi” non va sottovalutato: indica una svolta definitiva nel tempo, un punto di non ritorno e un nuovo inizio. Questo inizio parte dalla fede di Maria. Maria ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto. Cosa le aveva detto? Tramite l’Arcangelo Gabriele le ha detto tra l’altro di Gesù che “il suo regno non avrà fine” (Lc 1, 14). Maria ha creduto, ha detto sì, e con la sua fede ha reso possibile l’inizio del Regno infinito di Cristo. Quant’è importante la fede! Una creatura (Maria) crede fino in fondo a Dio, e tutto il mondo, tutto il tempo, cambiano.
La fede della Chiesa = la vera fede non è mai un fatto isolato. Se io credo veramente in Dio, non è solo una mia semplice convinzione, non è un mio pensiero isolato, ma la consapevolezza che ciò che credo tocca tutti, coinvolge tutto il mondo. Quando ci appressiamo alla Comunione, il sacerdote chiede a Cristo di “non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa”. Per questo la fede è importante – e per questo la perdita della fede che vediamo attorno a noi è drammatica. La prima ad avere avuto questa fede è Maria; la sua fede è inizio e modello della nostra. Quel che Dio ha fatto in lei tramite la sua fede, non è stato qualcosa di evanescente, di passaggio. È un cambiamento che non avrà termine e coinvolge l’intera umanità. È un d’ora in poi irreversibile. Il nostro Battesimo è irreversibile, la nostra Cresima è irreversibile: noi non siamo figli di Dio in modo occasionale, ma definitivo. Un figlio non smette mai di essere figlio, anche se rinnega il padre e la madre, anche se tradisce, anche se scappa dall’altra parte del mondo. Dovunque vada, sarà figlio.
Tutte le generazioni = quanto Maria anticipa nel Magnificat non è semplicemente un dato quantitativo. La gloria di Maria su questa terra la possiamo vedere coi nostri occhi. Quale creatura umana è stata più amata e invocata, nella gioia e nel dolore? Quale nome è affiorato più spesso del suo sulle labbra degli uomini? A quale creatura, dopo Cristo, hanno gli uomini innalzato più preghiere, più inni, più cattedrali? Quale volto hanno, più del suo, cercato di riprodurre nell’arte?
La radice dell’eternità = Maria è assunta in Cielo perché ha accolto il Cielo in lei – perché è la prima dei veri credenti, avendo creduto che le parole che riceveva non erano incomplete ma compiute, eterne, definitive. Questa è la radice della nostra eternità: credere alla fedeltà di Dio, credere che Dio non ci rigetta mai e che siamo suoi figli sempre e comunque.