III DOMENICA DI QUARESIMA A – 2026
SUPERARE I CONFINI
L’episodio dell’incontro con la Samaritana al pozzo potrebbe essere descritto come Gesù che varca e supera una serie di sette confini: possiamo vederlo anche come un insegnamento per la nostra vita di fede.
1 - Il confine fisico = per andare dalla Giudea a sud alla Galilea che sta a nord, Gesù e i suoi discepoli devono attraversare la Samaria. I Samaritani sono un popolo vicino ma ostile. Lo sottolinea anche l’evangelista (I Giudei, infatti, non hanno rapporti con i Samaritani). Occorre varcare il confine della comodità e muoversi in un territorio minaccioso. Questo vale anche per la nostra ricerca di Dio.
2 - Le convenzioni sociali e culturali = Caso rarissimo nei Vangeli, Gesù è solo. Secondo le convenzioni dell’epoca, un uomo non poteva attaccare discorso con una donna sconosciuta: era necessaria la presenza almeno di un parente o del marito. Inoltre, c’è anche lo scontro tra i due popoli che impedirebbe a Gesù di parlare, e questo la donna lo sottolinea: Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana? Anche i discepoli, quando ritornano, si stupiscono di vederlo parlare con una donna sconosciuta.
3 - Il mistero di Cristo = per la prima volta Gesù rivela il suo mistero apertamente. Inizia con un’allusione enigmatica: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!” (…) Gesù parla con espressioni strane che incuriosiscono la donna, ma alla fine le rivela di essere il Messia.
4 - Il mistero della donna = all’interno del dialogo, Gesù supera un altro confine, oggi diremmo quello della privacy. Usa termini positivi e misericordiosi (Hai detto bene…), ma le rivela di conoscere il motivo della sua vergogna e della sua presenza a quell’ora, e la donna intuisce che in Gesù c’è un aspetto superiore (Vedo che sei profeta).
5 - I confini del culto = all’improvviso la donna inizia a parlare degli scontri religiosi tra Samaritani ed Ebrei: i primi sostenevano che Dio andava adorato sul loro monte Garizim (ai piedi del quale c’è il pozzo di Giacobbe dove stanno parlando), mentre gli Ebrei dicevano che Dio andava adorato nel Tempio di Gerusalemme. Gesù la invita a superare le concezioni puramente esteriori: Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità. L’esteriorità del culto non è abolita, ma è insufficiente: “adorare in spirito e verità" significa venerare Dio non limitandosi a riti esteriori o luoghi fisici, ma con il cuore, la mente e sotto la guida dello Spirito Santo, fondandosi sulla verità della Parola di Dio.
6 - Il confine della paura = a questo punto è la donna a varcare un confine, quello della vergogna e del timore, e lo fa perché si è sentita amata: nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore (1 Gv 4, 18). Il gesto di lasciare l’anfora e andare ad avvisare la gente significa l’entusiasmo di aver trovato Dio e il desiderio di comunicarlo agli altri.
7 - Il confine della materia = tutto l’episodio è attraversato da allusioni all’acqua e al cibo, allusioni che invitano a oltrepassare la materia. Il discorso sull’acqua parte da un richiamo fisico (Dammi da bere) per poi spostarsi subito sull’acqua dello spirito. L’acqua che purifica è quella del Battesimo, mentre l’acqua che disseta è la Grazia di Dio: la Samaritana l’ha appena incontrata in Gesù. L’amore di Dio l’ha toccata e le ha permesso di vincere la vergogna e il senso di abbandono. Con i discepoli invece Gesù parla di cibo: I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi – dice l’evangelista, e quando tornano vogliono nutrire Gesù: Rabbì, mangia. Ma Gesù dice che il suo cibo è fare la volontà del Padre. Questo per noi è un insegnamento: la Grazia di Dio (l’acqua spirituale) che abbiamo ricevuto, non deve fermarsi a noi, altrimenti diventa egoismo spirituale. Dalla Grazia ricevuta dobbiamo passare al cibo, cioè a desiderare di compiere la volontà di Dio, imparando da Gesù.