Omelia del 29 marzo 2026

postato in: Omelie | 0

 Domenica delle Palme A – 2026

LA CROCE
Solo una breve riflessione dopo un Vangelo così lungo e impegnativo. Vi invito a riflettere sulla croce.
La croce è uno dei più terribili strumenti di tortura e di morte inventati dall’uomo. Il condannato soffriva di atroci dolori per ore e ore. Scivolando verso il basso, si sentiva soffocare, e faceva leva coi piedi sul chiodo che li trafiggeva, per tirarsi su. Era inchiodato nudo per scherno ed esposto agli insulti dei passanti. Gesù arriva alla croce dopo il supplizio terribile della flagellazione. La Quaresima (con la preghiera della Via Crucis) e in particolare la Settimana Santa sono un invito a riflettere sulle terribili sofferenze patite ingiustamente da Gesù. Viviamo in un mondo sempre più assuefatto ad orrori di ogni tipo. La meditazione sulla Passione deve scuoterci, deve aiutarci a vedere il male che alberga nel cuore dell’uomo. Non dobbiamo però correre il rischio di vedere solo sempre il male negli altri: la conversione a cui siamo chiamati oggi è avere il coraggio di vedere anche quel piccolo male nascosto in qualche angolo di noi stessi – quel male che non vogliamo vedere, quel male che crediamo non ci sia, o non ci sia più. Vecchi rancori che si ridestano, inimicizie, desideri di vendetta, quando non addirittura compiacimenti per qualche disgrazia capitata ad altri.
Ma non sarebbe giusto fermarci a questo. Siamo qui per vedere l’Amore di Dio che muore per noi. Per questo il Crocifisso è il simbolo della nostra religione. Perché quell’uomo che pende dalla Croce è li per salvarci: solo salendo sulla Croce e morendo in quel modo atroce, Dio ha potuto prendere su di sé tutti i nostri peccati, il nostro male. Attraverso la sua morte noi possiamo entrare nel suo amore, viverlo e realizzarlo in mezzo agli altri.