Omelia Veglia di Pasqua 2026

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VEGLIA DI PASQUA A - 2026
LA SETTIMANA

Questa è la Messa più lunga dell’anno, per i volenterosi come noi che non si lasciano spaventare. Tra i motivi della lunghezza vi sono le numerose letture. Per l’Antico Testamento sono previste sette letture, di cui le prime tre obbligatorie (quelle che abbiamo sentito). L’abbondanza delle letture vuole aiutarci ad entrare nella Storia della Salvezza: ma perché proprio sette?
La prima settimana = Andiamo alla prima lettura, l’inizio della Bibbia: In principio… Segue la storia della Creazione. La Creazione è l’inizio della storia, di tutte le storie – anche la nostra, anche la mia. E la storia inizia con un atto di amore: Dio crea per amore, perché solo l’amore crea.
Dio per sei giorni crea: lentamente si forma un cosmo di infinita bellezza e varietà: il culmine è la creazione dell’uomo, immagine di Dio stesso. E come Dio è libero, così dona all’uomo il dono prezioso e unico della libertà. Infine, il settimo giorno si riposa. Ovviamente i giorni vanno intesi in senso simbolico, l’importanza è nel numero sette, che nella Bibbia significa pienezza, perfezione e santità. Questo è il modello di tutte le settimane. Nelle letture che seguono, vediamo nell’Antico Testamento le alleanze che Dio stipula con l’uomo per riportarlo sulla strada della vita con Dio – l’unica vera vita - ma, purtroppo, sovente gli uomini tradiscono Dio.
La Settimana Santa = in questa settimana, conclusa ora, si riassume tutta la storia del rapporto tra Dio e l’uomo. Nella Domenica delle Palme Gesù entra come Messia in Gerusalemme: è un nuovo inizio, la salvezza è nuovamente a portata di tutti. E tanti però aspettano semplicemente di vedere i loro desideri esauditi, e non ciò che è bene che sia. Ecco allora che lunedì, martedì e mercoledì si profila il tradimento, con la figura di Giuda Iscariota. Giovedì è il giorno centrale, con l’istituzione dell’Eucaristia, strumento di salvezza. Dalla sera stessa, nell’orto degli ulivi, si precipita nella Passione, dove il Figlio dell’Uomo subisce gli effetti devastanti del tradimento e dell’odio degli uomini. In questo momento invece celebriamo Gesù che ha vinto la morte nella Resurrezione. Ma questo cosa significa per noi?
La settimana della Chiesa = il Vangelo di questa sera inizia così: Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana… Siamo di nuovo ad un inizio, e un inizio di settimana. Quel primo giorno della settimana è fondamentale – prenderà per noi il nome di domenica (cioè “il giorno del Signore”). Abbiamo così davanti due modelli di settimana. C’è la settimana degli schiavi. Inizia il lunedì, sovente con la “sindrome del lunedì”: molti sono ancora malconci dopo i bagordi della domenica e si profilano giorni grigi. La condanna del lavoro, vissuta senza luce, in attesa del fine settimana, dove il tempo libero è per mangiare, bere, divertirsi, e poi ricominciare tutto daccapo. In questa spirale, semplicemente si invecchia, la vita si smarrisce e l’uomo piano piano precipita nel buio.
Nel secondo modello di settimana stanno gli uomini liberi. Il primo giorno non è il lunedì ma la domenica, la Pasqua della settimana. Noi iniziamo la settimana da risorti e da salvati, e con il momento più importante: l’Eucaristia. Iniziamo la settimana con la Messa, che è il momento del NOI. La Chiesa si ritrova per celebrare e vivere la vita: fuori dalla Chiesa lasciamo le schiavitù e gli schiavi che si affannano a rincorrere il regno del Principe di questo mondo (il diavolo). Fuori dalla chiesa si adorano gli idoli (il divertimento, il successo, l’egoismo in tutte le sue forme): idoli che promettono vita e invece donano la morte. Falsi dèi che divorano gli uomini. Dentro la chiesa invece c’è il vero Dio che si dona e muore per noi. Invece di divorare gli uomini si fa mangiare dagli uomini. Noi siamo qui, oggi e ogni settimana, per mangiare l’amore e vivere nell’amore. Ma questo si può fare solo se siano un NOI e non tanti IO separati. Questo è il mondo di fuori – quello degli IO separati, messi insieme solo dall’egoismo. Prendete e mangiatene TUTTI! Invochiamo lo Spirito Santo che faccia di NOI un solo corpo! Essere un NOI con Cristo – essere il Corpo mistico di Cristo (cioè la Chiesa) è l’unica via per la vita eterna. Se vengo a Messa in fretta, faccio la Comunione, spero che l’omelia – o magari la stessa Messa – sia il più breve possibile, ho fallito il mio scopo. Dio non obbliga nessuno a diventare un corpo solo con lui, e devo chiedermi onestamente perché vengo a Messa. Se invece vivo la Messa come ogni volta un nuovo inizio, una nuova immersione nella sua luce, nel suo amore che non mi abbandona mai, ecco che posso affrontare le tenebre che sono là fuori, il mondo con i suoi ritmi e le sue false promesse. Lavoro, affronto le prove, affronto le fatiche, le sofferenze, ma da salvato, da persona nuova, rinata ogni volta, ogni volta forte perché Gesù con la sua grazia mi dona la sua forza.