SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO anno A
SIAMO FATTI DI MEMORIA
Il benessere economico è come una droga, e ha gli stessi effetti collaterali: la perdita della memoria e l’illusione di una falsa sicurezza. Quando arriva la ricchezza, non solo ci dimentichiamo delle nostre passate difficoltà, ma desideriamo dimenticarci delle fatiche accumulate dalle generazioni che ci hanno preceduto – vorremmo scordarci la povertà di nonni e bisnonni e i loro sacrifici, che ci rimandano in modo spiacevole alle nostre umili origini. E anche ci illudiamo di non aver più bisogno dell’aiuto di nessuno, tantomeno di Dio…
Ricòrdati (prima lettura) = quando l’autore sacro scrive il Deuteronomio, ormai da tempo Israele è in Palestina e gode di notevole benessere economico. Il rischio della superbia e dell’autosufficienza si unisce alla dimenticanza di quanto Dio ha fatto per il suo popolo. Ecco la necessità di ricordare – in un discorso messo in bocca a Mosè – la liberazione dall’Egitto, gli anni trascorsi nel deserto, le fatiche e le prove permesse da Dio affinché il popolo si ricordasse come l’uomo non vive di solo pane, ma di quanto esce dalla bocca del Signore. Ricordare la dipendenza da Dio non è per l’avvilimento, ma serve a Israele per entrare nell’orbita stessa del divino: soltanto ricordandosi di Dio si può entrare nel suo Regno.
Fatti di memoria = anche dal punto di vista fisico l’uomo è fatto di memoria. Il DNA presente in ogni nostra cellula è la memoria fisica dei nostri genitori, nonni, antenati ecc. Nel nostro corpo portiamo tutta la storia passata: se qualche meccanismo altera questa memoria, il corpo si ammala. Se poi il corpo non riconosce più la propria memoria (il proprio DNA) nascono le malattie autoimmuni, e il corpo combatte sé stesso, perché la memoria è stata annullata o distorta.
In memoria di me = quando Gesù chiede di fare memoria del suo sacrifico col pane e col vino, non chiede un semplice ricordo. Le parole … il mio corpo… il mio sangue ci dicono la forza divina con cui siamo riportati al suo sacrificio, al punto tale che il pane e il vino, grazie alla forza dello Spirito Santo, non sono un semplice simbolo, ma la presenza reale e concreta di Cristo in mezzo a noi. Nel pane e nel sangue eucaristici si rivela tutta la forza di Dio nel superare le barriere di tempo e spazio per unirci, solo che lo vogliamo, a lui e dunque fare comunione con lui e tra noi.
Il passato = l’eucaristia è memoriale del passato. Non solo siamo riportati all’Ultima Cena, ma a tutto il percorso di salvezza che Dio ha preparato per il suo popolo. Fare memoria della nuova ed eterna alleanza ci ricorda quella antica, tutto quel passato di salvezza e intervento divino che, iniziato con Abramo, ora si compie in Gesù.
Il presente = l’eucaristia è sacramento del presente. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me ed io in lui, ci dice Gesù nel Vangelo di oggi. In ogni Messa e in ogni comunione, solo che noi lo vogliamo, il finito e l’infinito si incontrano e si compenetrano: il mio corpo, fragile e lacerato dal peccato, incontra fisicamente la forza di Dio e deve lasciarsi pervadere per aprirsi all’eternità.
Il futuro = l’eucaristia è annunzio della pienezza futura. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno, dice ancora Gesù oggi per noi. L’eucaristia ci proietta verso la risurrezione e la vita eterna, e in questo senso è pane del Cielo e anticipazione del Paradiso.
Distratti dalla vita = a volte ci capita di venire a Messa distratti dalla vita quotidiana e dai suoi piccoli e grossi affanni. Entriamo con la testa piena di pensieri e ci mettiamo in fila distrattamente verso l’altare. Tendiamo la mano col gesto di chi è bisognoso di cibo, anche se non ce ne accorgiamo. Eppure, anche così Cristo non si nega: pur nella nostra distrazione, nella nostra superficialità, Gesù è veramente presente nel pane che riceviamo. Anche se gli dedico solo qualche momento di attenzione, di silenzio, di fede il lui, non cessa di avere lui fede in me e di aspettarmi in ogni Messa, in ogni comunione, ancora e ancora…