XIX DOMENICA T. O. A – 2026
SUL FINIRE DELLA NOTTE
Chi è stato in Terra Santa e ha soggiornato a Tiberiade, sa che dal tramonto nessuna imbarcazione attraversa più il lago. Infatti, di notte sul grande lago si incontrano le correnti d’aria che scendono dall’Ermon con quelle che salgono dal Mediterraneo, per cui sovente al centro si formano forti venti o tempeste.
Costrinse = i discepoli di Gesù sono esperti pescatori locali e queste cose le sanno bene. Perché allora Gesù li costringe ad attraversare il lago di notte da soli, senza di lui? Sembra una cattiveria… il buon senso ci ispira molte alternative possibili: Gesù potrebbe pregare con loro, aspettando il mattino, oppure potrebbe andare con loro in barca. Gesù invece vuole proprio che affrontino le loro paure più consuete: sono pescatori, e chissà quante volte hanno avuto paura vedendo le tempeste sul grande lago.
Il vento infatti era contrario = molte volte anche a noi capita di sentirci abbandonati da Dio: è il momento della prova quando siamo lontani dalla terra sicura, in balìa delle onde della vita, e tutto sembra andare all’incontrario. Ci chiediamo: perché Dio tarda? Ci ha abbandonati? Ai discepoli in mezzo alla tempesta si presentano due alternative: o pensare che Gesù li ha abbandonati, o avere fede in lui e sapere che saranno comunque salvati, al di là delle apparenze. Il tormento, il buio, l’oscurità sono la prova della nostra fede. Dio non è assente, piuttosto mette alla prova la nostra fede per ricavare l’oro che è in noi. Se diamo tutto per scontato, non apprezziamo più niente: se ne accorgono bene quei genitori che, dopo aver viziato i figli, li scoprono disgustati di tutto e della vita stessa.
Sul finire della notte = il testo letteralmente dice “alla quarta veglia”, cioè tra le tre e le sei del mattino. Il momento dell’assenza di Dio sembra lunghissimo, eterno. Ma è proprio il termine della notte l’ora in cui Gesù risorge.
È un fantasma! = sicuramente i discepoli sono stati inquieti in tutta la traversata; tuttavia, solo quando appare Gesù hanno paura. Desideriamo tanto Dio e il suo aiuto, ma sappiamo riconoscerlo quando si presenta? È ciò che vive il profeta Elia (prima lettura): Dio nell’AT di solito si presenta con segni grandiosi e terrificanti: fuoco, tuono, terremoto… Il Signore passa, però Elia non lo vede in quei segni – lo scopre invece in una brezza leggera. Anche nelle nostre vite aspettiamo che Dio si manifesti in modo clamoroso, inequivocabile. E invece probabilmente è nelle piccole cose, nel soffio leggero dello Spirito. Ma può anche capitare che la paura ce lo fa scambiare per altro: così succede ai discepoli. Gesù appare nel modo più imprevisto ed ecco che lo scambiano per un fantasma: Dio si manifesta e loro hanno paura.
Comandami di venire verso di te sulle acque = quando finalmente sentiamo la presenza di Dio nella nostra vita, siamo a volte presi dal desiderio di cose clamorose. Così avviene a Pietro, che ha un desiderio giusto (andare verso Gesù) e però lo esprime in modo sbagliato. Addirittura, comanda a Dio di comandare a lui! Che contraddizione! Chi comanda e chi obbedisce? Gesù lo invita: Vieni! Pietro è combattuto tra l’invito di Gesù e il vento forte (le avversità della vita). Non basta il desiderio di imitare Gesù, ci vuole un abbandono totale.
Signore, salvami! = Quando Pietro guarda verso Gesù, riesce a camminare sul mare (che nella Bibbia è simbolo del male), ma quando guarda attorno a sé, la situazione lo spaventa e inizia ad affondare… solo l’esperienza dell’affondare, dell’essere perduto, spinge Pietro alla preghiera e alla fiducia totale in Gesù. Gesù significa “Dio salva”, e l’invocazione di Pietro rispecchia esattamente il nome di Gesù. Al primo desiderio di Pietro, Gesù risponde con: Vieni! Ora invece alla richiesta di salvezza stende la mano: soltanto nell’abbandono e nella richiesta di salvezza si manifesta la nostra povertà e fragilità, e ne prendiamo coscienza. E solo allora Dio interviene e stende la mano per afferrarci e salvarci.
Uomo di poca fede = la fede c’è, ma è sempre poca. Il cammino di affidamento a Dio dura tutta la vita.